skip to Main Content
Che Cosa Non è Il Logo

Che cosa non è il logo

Guida pratica per la salvaguardia della sanità mentale dei grafici 😉

E sì, hai letto bene! Sul web è pieno di tutorial che parlano di come si fa un logo, quali sono le caratteristiche per avere un buon logo eccetera, mettendo spesso in campo concetti astratti e astrusi poco chiari agli addetti ai lavori, figuriamoci a chi non ha mai avuto a che fare con questo mondo!

Per questo oggi vogliamo svelarvi i dieci comandamenti da tenere in considerazione quando si decide di realizzare da sé il logo della propria attività.

1. Non fare di una clipart di Word il tuo logo

Sembra banale, ma succede più spesso di quanto ci si possa immaginare. Non si può pretendere di definire un logo da una clipart presa dal noto programma di scrittura di testi della Microsoft.

2. Non fare il copia e incolla del logo altrui

Vi sveliamo un piccolo segreto: potete copiare si, ma fatelo come farebbe un artista!

Una buona pratica, forse anche essenziale per partorire il concept del vostro logotipo, è quello di cercare su internet i loghi di tutte le aziende simili alla vostra, analizzandone le caratteristiche e, perché no, prendendone anche ispirazione.

Ma mai e poi mai copiare di sana pianta il logo di un vostro competitor: vi ritroverete con una bella denuncia e tanta pubblicità negativa! 

3. Non esagerare con i colori

I colori sono un aspetto fondamentale da tenere in considerazione quando si progetta un logo. Avrete certamente sentito parlare della psicologia dei colori, che in soldoni spiega che ogni colore trasmette inconsciamente un’emozione a chi guarda. Nel marketing e nel graphic design questo aspetto è molto conosciuto, studiato e applicato. Per questo è assolutamente sconsigliato improvvisarsi, magari scegliendo un colore solo perchè è il proprio colore preferito. Si rischierebbe di trasmettere un messaggio completamente sbagliato.

Inoltre, ricordate sempre che un logo correttamente funzionale non deve avere più di tre, massimo quattro, colori diversi. 

4. Non fare di un disegno il tuo logo

Utilizzare un disegno come logo, anche se scansionato e digitalizzato, non va affatto bene. Deve essere essere realizzato in vettoriale, deve essere estremamente leggibile, leggero dal punto di vista visivo e facilmente riproducibile su qualunque supporto. 

5. Non nominare il vettoriale invano

Una delle caratteristiche imprescindibili di un logo è che per essere definito tale deve essere realizzato in vettoriale.

Vi è mai capitato di mandare in stampa una locandina con il vostro logo sopra per poi scoprire che quest’ultimo è uscito completamente “sgranato” tanto da non riuscire nemmeno  più a leggere il vostro nome? È fastidiosissimo vero? Chissà cosa penseranno di voi i vostri clienti quando vedranno un (o) errore simile su una vostra pubblicità! 

Ciò accade non per colpa del grafico a cui avete commissionato la vostra locandina, ma perché non gli avete fornito il vostro logo in vettoriale.

Senza entrare troppo in tecnicismi, vi basti sapere che la grafica vettoriale è basata su forme geometriche come linee, punti e curve. Questo permette di ingrandirle all’infinito senza perdere mai risoluzione poiché le stesse forme geometriche si basano su delle equazioni matematiche. Cosa vuol dire? Che il tuo logo potrà essere stampato su qualsiasi supporto, dal bigliettino da visita fino al manifesto 6×3, senza avere quell’odioso “effetto pixel” che ne comprometterebbe la leggibilità.

Quindi aboliamo una volta per tutte i loghi fatti in .jpeg, in .png o ancora peggio in Word e in Paint, e impariamo che i loghi devono essere fatti in .pdf, .ai o .eps. 

Ma non è finita qui: i loghi fatti in vettoriale, realizzati con appositi software di editing grafico, devono seguire specifiche regole necessarie affinché in futuro non ci si presentino problemi, come i font convertiti in curve, le curve non sovrapposte, le sovrapposizioni unificate e via discorrendo.

Siete già confusi, vero? è normale!

6. Non stampare i loghi in RGB

RGB è l’acronimo di Red, Green e Blue (dall’inglese: rosso, verde e blu). Tale modello di colori è da considerarsi di tipo additivo e si basa appunto sulle combinazioni di questi tre colori. Questo modello di colore è utilizzato in prevalenza per la creazione di immagini digitali che sono rivolte al Web.

CMYK, invece, è l’acronimo di Cyan, Magenta, Yellow e Black (ciano, magenta, giallo e nero). Il modello di colore CMYK è utilizzato in prevalenza per la stampa digitale cartacea ed in maggioranza nel mondo tipografico. A differenza del metodo RGB, si tratta di un modello di colore di tipo sottrattivo dato che i colori complementari si ottengono dalla sottrazione di uno o di tutti i tre colori primari. 

Quindi se tenti di stampare un file in RGB su una stampante che stampa in CMYK il software farà automaticamente una conversione dei colori che non darà mai al 100% risultati uguale all’originale. Quante volte avrai incolpato la tua stampante di non aver riprodotto fedelmente i colori del tuo logo e invece l’unico responsabile eri tu?

7. Ricordati di fare altre declinazioni

Affinché il logo sia adatto a ogni vostra futura esigenza bisogna sempre considerare di avere più versioni dello stesso. Solitamente i loghi vengono strutturati con l’orientamento in orizzontale, in verticale o a blocchetto. è buona prassi, in fase di concept e di sviluppo, ricordarsi che un buon logo deve poter essere declinabile in almeno due dei tre orientamenti. 

Inoltre il logo deve rimanere riconoscibile e leggibile sia in versione a colori che in monocolore e deve poter essere applicato su fondi fotografici.

“Solitamente quando si commissiona la realizzazione del logo ad un professionista, a fine lavoro viene consegnato un manuale d’uso e/o operativo, in cui vengono già presentate tutte le varie declinazioni, i casi di applicazione, come deve e non deve essere utilizzato il logo in base alle necessità, e tutte le versioni colore per web e stampa.” 

8. Non inviare il tuo logo come immagine di WhatsApp

Ogni volta che succede un grafico nel mondo muore. Capita fin troppo spesso, ma un logo inviato come immagine tramite WhatsApp non è assolutamente adatto per essere utilizzato per la creazione di materiale grafico. Stesso discorso per le immagini inviati all’interno di documenti Word, tramite Facebook ecc. Per i motivi spiegati poco fa, ricordati sempre di inviare il file vettoriale (in pdf, ai, o eps) tramite mail. Il tuo grafico te ne sarà eternamente grato.

9. Non rubare il lavoro ad altri

Se siete arrivati fin qui vi sarete resi conto che improvvisarsi grafici e realizzare autonomamente il vostro logo e più in generale la comunicazione con il vostro pubblico non è affatto una passeggiata. Per questo affidatevi sempre a professionisti così da risparmiare tempo e ottenere i risultati ambiti! 

10. Onora il tuo graphic designer

Dopo esservi affidatevi, ricordate di fidarvi e di rispettare sempre i pareri e i consigli che il professionista vi da in fase di brief, perchè probabilmente le idee e le proposte che avete in mente non sempre sono giuste e fattibili. Altrimenti che lo pagate a fare?! 

Back To Top